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	<title>900 per una storia del tempo presente</title>
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	<description>Rivista semestrale dell&#039;Istituto storico di Modena</description>
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		<title>La valutazione dell&#8217;editoria. Un contributo di Giovanni Carletti (Editori Laterza)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 07:25:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[scarica il pdf Il modello delle University Press anglosassone è spesso guardato con ammirazione dalla comunità scientifica per la sua capacità di selezione dei contenuti in base a criteri di valutazione oggettivi e imparziali. Non si fatica, quindi, a riconoscere alle pubblicazioni che vengono da quel ambito una scientificità ed una credibilità attribuita con molta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=383&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/carletti.pdf" target="_blank">scarica il pdf</a></p>
<p>Il modello delle University Press anglosassone è spesso guardato con ammirazione dalla comunità scientifica per la sua capacità di selezione dei contenuti in base a criteri di valutazione oggettivi e imparziali. Non si fatica, quindi, a riconoscere alle pubblicazioni che vengono da quel ambito una scientificità ed una credibilità attribuita con molta maggiore difficoltà alla produzione europea e nazionale. In questo senso peer review, double-blind review, comitati di lettura, direttori “scientifici” di collana sarebbero gli strumenti attraverso il quale la nostra ricerca potrebbe recuperare una considerazione ed un peso internazionali ora smarriti.<span id="more-383"></span> O, ancora meglio, potrebbe tornare ad un dialogo con la comunità scientifica globale, dal momento che questi requisiti sono reputati, allo stato dell’arte, indispensabili ed ineludibili.<br />
Ora, in tutto questo dibattito, temo si sia sottovalutato il modello economico e produttivo su cui sono fondate le casi editrici universitarie del mondo anglofono. In primo luogo le generose sovvenzioni che ricevono dalle istituzioni madri le rendono dipendenti in forma non sostanziale dall’andamento del mercato editoriale e quindi molto spesso possono costruire i propri budget su obbiettivi più contenuti e meno incerti rispetto a quelli a cui sono costretti gli editori di cultura italiani. In secondo luogo, i fondi a disposizione per gli acquisti da parte delle biblioteche, universitarie e pubbliche, non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli, sempre minori, nelle mani delle nostre istituzioni. Questo significa che già in partenza la casa editrice può ragionevolmente considerare venduta una parte consistente della propria produzione, riducendo moltissimo il rischio d’impresa di ciascun volume. In terzo luogo, last but not least, ovviamente non si può dimenticare il valore economico della lingua in cui si pubblica. L’uso dell’inglese garantisce l’accesso ad un mercato globale (si parla di 1 miliardi e 500 milioni di persone capaci di comprenderlo) dal quale naturalmente siamo esclusi.<br />
La combinazione di questi tre elementi ha permesso l’affermarsi di un modello produttivo destinato a soddisfare la domanda della comunità accademica e a rafforzare il prestigio della ricerca scientifica e quindi delle Università di origine. Lo scopo, quindi, non è mai stato tanto quello di parlare ad un pubblico di lettori colti esterni al circuito specialistico e di pubblicare volumi divulgativi di larga diffusione, quanto quello di essere all’avanguardia nei diversi ambiti di studio e di influire e di indirizzare il dibattito internazionale.<br />
Di fronte all’attuale crisi economica e finanziaria questo modello ha mostrato, però, delle crepe molto profonde: le Università hanno dovuto tagliare notevolmente i finanziamenti a disposizione delle proprie case editrici e anche il sistema bibliotecario ha dovuto ridurre di molto le proprie acquisizioni, procedendo a ristrutturazioni e ridimensionamenti (ad esempio anche l’immediato successo delle nuove forme di editoria elettronica andrebbe messo in relazione con questa necessità di contenimento dei costi). La conseguenza diretta di queste difficoltà è stata la rapida trasformazione dell’offerta libraria. Sarebbe sufficiente andare a sfogliare i cataloghi più recenti delle principali University Press per notare come sia insorta la necessità di raggiungere un pubblico di lettori diverso e come l’esigenza commerciale sia diventata più stringente: improvvisamente le copertine mostrano un’attenzione alla grafica e al design come mai in passato, i titoli si sforzano di rendere sexy anche gli argomenti più paludati, c’è una sempre maggiore attenzione alle dimensioni e al prezzo di vendita.<br />
Ma, aldilà dei maquillage più vistosi e di superficie, c’è soprattutto un mutamento di sostanza.  La divulgazione è diventata, non tanto un tema astratto di discussione, ma piuttosto una improrogabile esigenza di sopravvivenza; vendere più copie è diventata la parola d’ordine che si sente ripetere con sempre maggiore frequenza negli incontri alle fiere di settore. Si sono venute così a creare, all’interno degli editori universitari, due linee di produzioni distinte e differenti; una più tradizionale, indirizzata ai professionisti delle singole discipline, in cui vigono ancora i criteri scientifici di selezione del materiale da pubblicare, ed una nuova in cui questi criteri sono per così dire più laschi, dove si rivolge maggiore attenzione alla qualità della scrittura, alla forza delle tesi esposte, alla capacità di comunicare e di attrarre un lettore colto e curioso.<br />
In questa seconda linea, tecnicamente definita come trade, la lontananza e la differenza tra University Press e editori commerciali si è molto ridotta. Se un tempo un autore pubblicava con Oxford University Press la monografia specialistica e con Penguin il volume per il grande pubblico, ora questa distinzione è molto più confusa e incerta, tanto che non è raro trovare curiose sovrapposizioni di temi e collane. Qui la valutazione diviene strettamente editoriale, gli spazi di intervento degli editors più ampi e ai comitati accademici di lettura è riservato uno spazio più di indirizzo generico e, in definitiva, ridotto. Questo, perché è proprio questo genere di testi a garantire la sostenibilità economica di libri dal mercato più ristretto.<br />
Paradossalmente, sia detto per inciso, proprio questa trasformazione ha consentito ai volumi delle case editrici di cultura, italiane ed europee, che più si sono incamminate per questo sentiero, di vedersi riconosciuto un interesse, sconosciuto anche soltanto 10 o 5 anni fa. Mentre in passato ad essere tradotte erano soltanto quelle opere a cui veniva attribuita una particolare valenza ed una eccellenza scientifica, ora capita di ricevere offerte interessanti per testi che occhieggiano al lettore e che si spingono in una direzione più commerciale.<br />
In altre parole, quello che è entrato in crisi è il criterio per cui spettava alle istituzioni culturali la selezione e la produzione scientifica più avanzata e alle aziende editoriali private, finalizzate al profitto, il compito di fungere da mediatori, da traduttori, di questa produzione verso l’opinione pubblica. Una frattura, questa, che consentiva con una certa facilità di separare il grano dal loglio, la “scienza” dalla “non-scienza”.<br />
Di fronte a tutto questo, gli editori italiani, da Einaudi a Laterza, da Il Mulino a Bollati Boringhieri, da Carocci a Cortina, e così via non si trovano presi alla sprovvista. La mancanza di un mercato captive, a parte quello delle adozioni universitarie, l’assenza di politiche pubbliche di sostegno alla lettura, la scarsità di fondi per le acquisizioni bibliotecarie, oltre naturalmente a forti tradizioni culturali e politiche, ha da sempre costretto a suonare su una tastiera ampia. Pubblicazioni scientifiche e divulgative si sono sempre alternate con regolarità, consentendo una produzione varia e, sia consentito dirlo, mediamente ricca, non al di sotto di quanto avveniva nei paesi a noi più vicini. E questa varietà è un valore che deve essere il più possibile preservato.<br />
Che il sistema universitario italiano necessiti di un sistema di valutazione efficiente ed affidabile della propria attività di ricerca, pare del tutto ovvio. Che questo sistema debba passare attraverso la definizione di criteri oggettivi e destinati a premiare merito e impegno, altrettanto difficilmente contestabile. Quello che pare una scorciatoia è che questo sistema non si proponga di giudicare la qualità ovunque essa sia, nel manuale come nell’articolo di rivista, nella monografia specialistica come nell’intervento o nel saggio per il lettore di libreria, ma ricorra ad automatismi tanto astratti quanto facilmente scavalcabili. Sappiamo tutti che troppo spesso nel nostro paese al posizionamento di paletti rigidi e fitti, corrisponde la facilità con cui le reti di relazione clientelari o amicali riescono ad oltrepassarli. La loro unica funzione diventa allora quella di rendere più complesso l’ingresso e la circolazione degli outsiders e degli irregolari.<br />
Altrettanto insostenibile, mi pare, è spostare l’onere della prova, ovvero il giudizio sulla qualità “scientifica”, dalla comunità degli studi a quello della produzione editoriale, semplicemente perché non è il suo mestiere. Compito degli editori è, tautologicamente, stampare libri che siano letti, che circolino il più possibile, che formino, che suscitino dibattito e che diffondano idee e opinioni. Se poi questi volumi abbiano una qualità scientifica e siano espressione di una attività di ricerca di valore, sta proprio alla comunità degli studi decidere. D’altro canto, in anni a noi recenti, si è provato a costituire delle University Press italiane, autogestite dall’accademia e finalizzate a dare visibilità e peso al lavoro scientifico dei singoli atenei. A parte qualche eccezione, il risultato mi pare sia sotto gli occhi di tutti e non proprio dei più entusiasmanti, anche come modello di gestione delle risorse e di ritorni in termini di arricchimento culturale.<br />
Mentre assistiamo al sistematico indebolimento del ruolo sociale della cultura nel nostro paese, ad una progressiva perdita di peso del ceto intellettuale e insegnante, pensare di rispondere rafforzando artificialmente le difese dei bastioni accademici, pare semplicemente un segnale di grande debolezza. Intanto i barbari avanzano e conquistano casamatta su casamatta.<br />
Abbiamo di fronte una rivoluzione, come quella digitale che stiamo vivendo, che fa saltare ogni organizzazione gerarchica dei contenuti, tende a creare una fruizione orizzontale dei prodotti culturali e sembra cancellare ogni dato considerato acquisito per sempre. Il problema non dovrebbe essere piuttosto quello di quale risposta dare a questa sfida? Come ricostruire il senso delle nostre ricerche nella società in cui siamo? A chi vogliamo parlare e cosa vogliamo dire? La qualità sta tutto in questo.<br />
[maggio 2010]</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=383&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LA VALUTAZIONE DELLA RICERCA. Bozza per una proposta (Paolo Rossi – 11 febbraio 2010)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:19:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[scarica il pdf Introduzione Ogni prospettiva di significativo e stabile sviluppo della ricerca pubblica italiana passa necessariamente attraverso una stretta combinazione di recupero di risorse finanziarie e umane e di aumento di efficienza nel loro utilizzo. Premessa indispensabile a tale aumento di efficienza è certamente l&#8217;acquisizione di una reale capacità di valutazione ex post dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=375&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Introduzione</p>
<p>Ogni prospettiva di significativo e stabile sviluppo della ricerca pubblica italiana passa necessariamente attraverso una stretta combinazione di recupero di risorse finanziarie e umane e di aumento di efficienza nel loro utilizzo. Premessa indispensabile a tale aumento di efficienza è certamente l&#8217;acquisizione di una reale capacità di valutazione ex post dei risultati della ricerca, sulla cui base impostare politiche premiali e di incentivazione.</p>
<p><span id="more-375"></span><br />
Le metodologie valutative, sulle quali è comunque indispensabile che si raggiunga un convinto e largo consenso, sono ancora oggetto di un vasto dibattito. Sarà quindi necessario formulare ipotesi di lavoro, al momento evidentemente provvisorie, e metterle concretamente alla prova per misurarne la validità, sempre mantenendo una chiara consapevolezza del fatto che nel breve-medio periodo, a fronte di evidenze negative, potranno imporsi revisioni anche sostanziali della impostazione inizialmente adottata.</p>
<p>In ogni caso è necessario premettere all&#8217;esposizione di qualunque proposta operativa una serie di considerazioni volte a identificare le principali opzioni metodologiche e i loro possibili domini di applicazione, notando che in contesti differenti possono risultare adeguate opzioni anche molto diverse tra loro.</p>
<p>Premessa generale</p>
<p>La varietà delle situazioni cui può riferirsi la procedura di valutazione della ricerca può essere sommariamente classificata secondo i seguenti principali parametri:</p>
<p>a) finalità della valutazione (finanziamenti, carriera, retribuzioni)<br />
b) soggetti della valutazione (individui, strutture, istituzioni)<br />
c) metodologia valutativa (peer review, criteri bibliometrici)<br />
d) oggetti della valutazione (articoli, monografie, brevetti, altri prodotti di ricerca)<br />
e) aree disciplinari (scientifico-tecnologica, scienze della vita, umanistico-sociale)</p>
<p>In riferimento al punto a) (finalità della valutazione) occorre operare una prima e fondamentale distinzione tra le azioni volte a stabilire, anche mediante attribuzione di punteggi (rating), una vera e propria valutazione comparativa (ranking), sia tra individui sia tra istituzioni o strutture, al fine di reclutamento, avanzamento di carriera, finanziamento di progetti, ripartizione di risorse e più  in generale con obiettivi di incentivazione e premialità, e le azioni valutative che sono invece finalizzate alla pura e semplice verifica di superamento di prefissati requisiti minimi di produttività scientifica individuale, richiesti per il conseguimento di idoneità o per la progressione salariale.</p>
<p>Ci occuperemo separatamente di questo secondo aspetto, la cui problematica riveste carattere di minore complessità, riducendosi nei casi più semplici alla formulazione di “criteri identificanti il carattere scientifico delle pubblicazioni” (secondo il dettato dell&#8217;art.3-ter comma 2 del D.L.10 novembre 2008 n. 180 convertito con L.9 gennaio 2009 n.1) e all&#8217;individuazione di livelli minimi (per lo più quantitativi) di produzione scientifica.</p>
<p>La valutazione comparativa vera e propria comporta invece un&#8217;analisi più sofisticata e impegnativa, che dovrà necessariamente fare attento e distinto riferimento a ognuno dei parametri sopra elencati.<br />
Restando fin d&#8217;ora inteso che anche i parametri d) ed e) comportano distinzioni talvolta cruciali e richiedono analisi appropriate e proposte specifiche, sembra tuttavia opportuno organizzare in primo luogo la discussione sulla base di due soli assi di riferimento, quello relativo al parametro b), variabile dall&#8217;individuo ai grandi numeri (migliaia di docenti) di un ateneo, e quello relativo al parametro c), variabile dalla valutazione “calda” e puramente qualitativa (peer review) a quella “fredda” e prevalentemente quantitativa degli indicatori bibliometrici.<br />
Per stabilire quale relazione debba esistere tra la tipologia (e dimensione) dei soggetti valutati e il peso relativo che nella valutazione dovrebbero avere le due differenti metodologie dovremo preliminarmente esaminare in dettaglio l&#8217;origine e il significato dei criteri bibliometrici.<br />
Notiamo che ogni criterio quantitativo trae il proprio fondamento concettuale da considerazioni di tipo statistico, sia che si tratti di un riferimento a valori medi (come nel caso dell&#8217;Impact Factor o di qualunque altro tipo di ranking di riviste o di sedi di pubblicazione) sia che si tratti di valori assoluti individuali (come per il numero delle pubblicazioni e delle citazioni, l&#8217;indice h e simili) la cui interpretazione dipende comunque dalla comparazione con un grande numero di casi simili, ovvero dalla posizione occupata all&#8217;interno di una distribuzione. Ma non possiamo dimenticare che nelle distribuzioni prive di scala (come tutte quelle in oggetto) il significato della media è assai poco pregnante, ed è stato più volte dimostrato che, anche su base puramente probabilistica, la possibilità che un articolo pubblicato su una rivista di minor rango sia migliore di uno pubblicato su una rivista  più “qualificata” non è in genere trascurabile.<br />
Sulla base di questa fondamentale premessa è facile argomentare che l&#8217;adozione di parametri bibliometrici (in modo esclusivo o prevalente) ai fini di una valutazione individuale è di per sé un errore concettuale, anche indipendentemente dalla qualità (spesso opinabile, come nel caso dell&#8217;IF) del parametro stesso.<br />
Viceversa, è altrettanto vero che, quando il numero dei soggetti, valutati in modo aggregato, è sufficientemente elevato, le stesse leggi della statistica ci assicurano un grado di attendibilità dei risultati dell&#8217;analisi quantitativa che cresce (anche se non linearmente) al crescere del numero dei valutati. La comparazione di differenti Dipartimenti relativi alla stessa disciplina, una volta opportunamente standardizzata per tener conto delle dimensioni dei Dipartimenti stessi, può essere quindi plausibilmente effettuata sulla base di prevalenti indicatori bibliometrici. Con opportune operazioni di normalizzazione tra discipline differenti, anch&#8217;esse possibili su base statistica, l&#8217;applicazione dei metodi bibliometrici di valutazione potrebbe costituire anche la base per ripartizioni di risorse almeno parzialmente ancorate al “merito” delle singole strutture all&#8217;interno di un Ateneo dato, e anche per la formulazione di un giudizio complessivo sui singoli Atenei.<br />
Ma, ripetiamo, la condizione sine qua non per l&#8217;attribuzione di un peso prevalente ai parametri bibliometrici è la presenza di un numero di soggetti sufficientemente elevato da giustificare l&#8217;ipotesi che le fluttuazioni di qualità non possano incidere significativamente sull&#8217;interpretazione del dato quantitativo.<br />
Restando dunque inteso che una valutazione bibliometrica delle strutture è in linea di principio possibile, e per certi aspetti anche auspicabile (soprattutto in relazione a costi, tempi e sistematicità della valutazione stessa), l’impegno valutativo sarebbe comunque sostanzialmente sterile qualora esso non fosse accompagnato da meccanismi incentivanti e premiali capaci di tradurre le differenze di produttività scientifica così misurate in un effettivo aumento delle risorse per i più meritevoli, elargito a partire dal livello dipartimentale: meccanismi premiali operanti soltanto al livello degli Atenei ben difficilmente otterrebbero effetti incentivanti sul comportamento delle singole aree e settori scientifici.<br />
Criteri per la valutazione della ricerca</p>
<p>La valutazione dell’attività di ricerca individuale, a qualunque fine essa sia effettuata, deve comunque fare ricorso a un giudizio di merito sulla produzione scientifica, formulato da valutatori indipendenti e dotati della necessaria competenza disciplinare (peer review), che potranno servirsi anche dei parametri bibliometrici interpretandoli alla luce delle proprie esperienze e conoscenze (informed peer review).</p>
<p>L’uso degli indicatori bibliometrici per le valutazioni collettive e aggregate, pur con le restrizioni al dominio di applicazione specificate nella premessa generale, non può comunque ridursi a una mera misurazione quantitativa della produzione scientifica, che inevitabilmente indurrebbe a comportamenti opportunistici, privilegiando una produzione intensiva, scarsamente meditata e di conseguenza dotata di scarso impatto sulla comunità scientifica nazionale e internazionale.<br />
Per questo motivo si è andata sviluppando in alcune comunità di ricerca, soprattutto nelle aree scientifico-tecnologica e bio-medica, la ricerca di criteri e di parametri anch’essi di natura quantitativa, ma volti a misurare il grado di interesse con cui le pubblicazioni scientifiche vengono accolte. Malgrado le numerose e anche facili critiche,  il conteggio del numero delle citazioni ricevute dagli articoli su rivista sembra generalmente costituire la base di partenza per la stima di questi parametri e indicatori di “impatto scientifico”.<br />
A partire dal conteggio delle citazioni individuali si è poi evoluto il concetto di Impact Factor (IF) di una rivista, che in sostanza consiste nella valutazione del numero medio annuo delle citazioni ricevute dagli articoli pubblicati sulla rivista stessa.<br />
Come già spiegato in premessa, è assai improprio convertire l’IF di una rivista in un giudizio sul singolo articolo, e quindi sulla qualità della produzione scientifica individuale. Ma esistono anche fondati motivi, più volte discussi nella letteratura sull’argomento, per ritenere che un’applicazione meccanica dell’IF non produca un’adeguata parametrizzazione della qualità scientifica neanche nel caso di valutazioni collettive, in quanto l’ampiezza dell’intervallo di valori empirici dell’IF (da frazioni dell’unità a diverse decine) è del tutto sproporzionata all’effettiva differenza di qualità media degli articoli pubblicati, e risponde pesantemente a logiche di diffusione editoriale e alle importanti differenze esistenti nelle dimensioni e nelle modalità comunicative delle diverse aree e settori disciplinari, con discrepanze rilevanti anche tra sottogruppi appartenenti allo stesso settore.<br />
Nel campo delle scienze umane e sociali la situazione è resa ancor più complessa dall’assenza di basi di dati sufficientemente ampie e adeguate per il conteggio delle citazioni, e dal ruolo prevalente della produzione monografica, per la quale tale conteggio è intrinsecamente più difficile, se non addirittura impossibile, almeno con gli attuali strumenti di analisi.<br />
La definizione di criteri bibliometrici per la valutazione della ricerca richiede quindi un ripensamento complessivo, con l’auspicabile obiettivo di identificare criteri che da un lato siano per quanto possibile omogenei tra le differenti discipline, e dall’altro non penalizzino artificiosamente differenti tradizioni culturali e modalità di comunicazione scientifica.</p>
<p>Un importante punto di partenza è fornito dal documento conclusivo prodotto dal gruppo di esperti investito del problema dal Consiglio Scientifico generale del C.N.R, e interessanti spunti sono offerti anche dalle raccomandazioni finali del gruppo di lavoro costituitosi nell’ambito delle discipline umanistiche (sottolineando comunque che finora ne è apparsa soltanto una bozza preliminare, e accompagnata da osservazioni critiche non totalmente trascurabili).</p>
<p>Un’indicazione che appare emergere in misura abbastanza largamente condivisa è quella di operare una prima sommaria distinzione riconducibile quasi completamente alla verifica del soddisfacimento dei criteri di scientificità, così come specificati anche nelle proposte del C.U.N.</p>
<p>Per quanto riguarda poi specificamente gli articoli su rivista, mentre è da escludere, per tutti i settori disciplinari, l’ipotesi di un ranking assoluto e puntuale di tutte le riviste (quale sarebbe quello offerto dall’IF), deve essere valutata con attenzione l’ipotesi di una classificazione sommaria (e sufficientemente elastica) che identifichi, all’interno dell’insieme delle riviste ritenute scientifiche, alcuni livelli di maggior qualificazione, raggruppando comunque nei livelli superiori una frazione numericamente importante delle riviste stesse: non meno del 40% nel caso di due soli livelli, e non meno del 25% nel primo e non più del 40% nel terzo nel caso in cui i livelli siano in tutto tre.<br />
La determinazione di questi raggruppamenti di riviste dovrebbe comunque risultare da un processo interattivo nel quale le comunità scientifiche, anche tramite le proprie associazioni, giochino un ruolo determinante, e nel quale i criteri di riferimento, oltre quelli già in precedenza definiti in relazione alla scientificità, siano :<br />
-	l’impatto (nazionale e meglio ancora internazionale) della rivista (eventualmente misurato dall’IF nei settori in cui questo criterio risulti appropriato),<br />
-	 la presenza nelle principali banche dati internazionali (tra cui la banca dati I.S.I. per i settori in cui la copertura da essa offerta risulti adeguata),<br />
-	l’autorevolezza della direzione scientifica,<br />
-	l’affidabilità della gestione organizzativa.<br />
Il peso da attribuire alle pubblicazioni sulla base della rivista in cui sono collocate non dovrebbe comunque mai superare il rapporto 2:1 nel caso di due livelli di classificazione, e i rapporti 3:2:1 nel caso in cui i livelli siano tre.</p>
<p>Per quanto riguarda le monografie non sembra oggi possibile immaginare criteri di classificazione “oggettiva” del loro impatto scientifico che si basino sulla loro collocazione editoriale e su un qualche tipo di ranking delle Case Editrici, una pratica del tutto sconosciuta in tutti i Paesi che hanno affrontato il problema della valutazione della produzione scientifica.<br />
Qualora si intenda, in sede valutativa, graduare in qualche misura il valore delle opere pubblicate in volume, al di là dei meri criteri di scientificità già contenuti nella proposta del C.U.N., sembra quindi ineludibile stabilire, anche nel caso di valutazione aggregata, una qualche forma di giudizio comparativo mediante peer reviewing, malgrado l’impegno straordinariamente più elevato insito in tale procedura.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/bozzapropostapaolorossi11feb10.pdf" target="_blank">scarica il pdf</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/375/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=375&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">900ns</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>PER UNA CULTURA DELLA VALUTAZIONE: I MATERIALI DI 900</title>
		<link>http://900tempopresente.it/2010/01/31/per-una-cultura-della-valutazione-i-primi-materiali/</link>
		<comments>http://900tempopresente.it/2010/01/31/per-una-cultura-della-valutazione-i-primi-materiali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 14:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentiamo la raccolta di alcuni materiali sul tema della valutazione e gli estratti audio di una parte del seminario organizzato da 900, tenuto alla Sapienza di Roma il 22 gennaio 2010. Seguiranno a breve altri contributi. Per l&#8217;invio di materiale, proposte o commenti, scrivere a redazione900@gmail.com IL DOCUMENTO DELLA REDAZIONE DI 900 (26 GIUGNO 2009) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=333&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentiamo la raccolta di alcuni materiali sul tema della valutazione e gli estratti audio di una parte del seminario organizzato da 900, tenuto alla Sapienza di Roma il 22 gennaio 2010. Seguiranno a breve altri contributi.<br />
Per l&#8217;invio di materiale, proposte o commenti, scrivere a redazione900@gmail.com</p>
<p>IL DOCUMENTO DELLA REDAZIONE DI 900 (26 GIUGNO 2009)<br />
<a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/Virt%C3%B9%20e%20fortuna.pdf" target="_blank"> &#8211; Virtù e fortuna. In merito ai criteri di valutazione delle riviste e alle Raccomandazioni finali del gruppo di lavoro CUN per la valutazione in area umanistica </a></p>
<p><span id="more-333"></span>LE INDICAZIONI UFFICIALI DEL CUN<br />
<a href="http://www.cun.it/media/103871/ps_2009_11_19.pdf" target="_blank"> &#8211; Parere del CUN in relazione alla valutazione, adunanza del 19 novembre 2009 </a></p>
<p>IL &#8220;GRUPPO DI LAVORO SULLA VALUTAZIONE IN AREA UMANISTICA &#8211; CUN&#8221;, AREE 10 E 11<br />
<a href="http://www.sissco.it/fileadmin/user_upload/Dossiers/Valutazione_della_ricerca/CUNgruppovalutazione10_11_doc_fin200912.pdf" target="_blank"> &#8211; Raccomandazioni finali della &#8220;Gruppo di lavoro sulla valutazione in area umanistica &#8211; Cun&#8221;, 18 dicembre 2009 </a></p>
<p>SEMINARIO DI &#8220;900&#8243; SULLA VALUTAZIONE (ROMA, 22 GENNAIO 2010)<br />
<a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/seminario22gen10.pdf" target="_blank"> &#8211; Il sommario della giornata </a><br />
<a href="http://900tempopresente.it/2010/01/18/virtu-e-fortune-per-un-dibattito-sulla-valutazione-dell%E2%80%99attivita-scientifica/" target="_blank"> &#8211; L&#8217;audio della sessione mattutina </a></p>
<p>SINGOLI CONTRIBUTI<br />
<a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/audio%20mastrogregori.mp3" target="_blank"> &#8211; Una riflessione sulla valutazione di Massimo Mastrogregori (22 gennaio 2010) </a><br />
<a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/valutazione-unive-DSE-SECS-P-12%20%281%29.ppt" target="_blank"> &#8211; Il sistema di valutazione nel Dipartimento di Scienze Economiche dell&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia, a cura di Giovanni Favero (gennaio 2010) </a></p>
<p>DOSSIER A CURA DELL&#8217;UNIVERSITÀ DI MACERATA, SETTEMBRE 2009<br />
<a href="http://dl.dropbox.com/u/2746460/900/Se%20questa%20vi%20sembra%20una%20valutazione.pdf" target="_blank"> &#8211; Se questa vi sembra una valutazione </a></p>
<p>UN CONTRIBUTO DI PAOLO ROSSI (CUN)<br />
<a href="http://900tempopresente.it/2010/02/15/la-valutazione-della-ricerca-bozza-per-una-proposta-paolo-rossi-%E2%80%93-11-febbraio-2010/" target="_blank"> &#8211; La valutazione della ricerca. Bozza per una proposta, di Paolo Rossi (11 febbraio 2010) </a></p>
<p>UN CONTRIBUTO DI GIOVANNI CARLETTI (LATERZA)<br />
<a href="http://900tempopresente.it/2010/05/17/la-valutazione-delleditoria-un-contributo-di-giovanni-carletti-editori-laterza/" target="_blank"> &#8211; La valutazione dell&#8217;editoria, di Giovanni Carletti (maggio 2010) </a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/333/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=333&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">900ns</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Virtù e fortune. Per un dibattito sulla valutazione dell’attività scientifica</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 18:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio e video]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Seminario di 900 Virtù e fortune. Per un dibattito sulla valutazione dell’attività scientifica (Roma, Università “Sapienza”, 22 gennaio 2010) SESSIONE MATTUTINA LA DIMENSIONE ISTITUZIONALE Introduzione di Gianni Ruocco (Università La Sapienza) Presentazione di Luca Baldissara (Università di Pisa, direttore di “900”) Come si valutano gli studiosi e le strutture? La valutazione e l’università: l’esperienza italiana [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=324&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Seminario di 900</strong><br />
<strong>Virtù e fortune.<br />
Per un dibattito sulla valutazione dell’attività scientifica</strong><br />
(Roma, Università “Sapienza”, 22 gennaio 2010)</p>
<p>SESSIONE MATTUTINA</p>
<p>LA DIMENSIONE ISTITUZIONALE</p>
<p>Introduzione di <strong>Gianni Ruocco</strong> (Università La Sapienza)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F1.gianni%2520ruocco.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><span id="more-324"></span>Presentazione di <strong>Luca Baldissara</strong> (Università di Pisa, direttore di “900”)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F3.luca%2520baldissara.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span><em></em></p>
<p><em><br />
</em>Come si valutano gli studiosi e le strutture? La valutazione e l’università: l’esperienza italiana<br />
rapporto di <strong>Luigi Lacché</strong> (Università di Macerata)</p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F4.luigi%2520lacch%25C3%25A9.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span><br />
La valutazione e l’università: l’esperienza europea<br />
rapporto di <strong>Phil Cooke</strong> (Strathclyde University, Glasgow)</p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F5.phil%2520cooke.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><em>Dibattito</em></p>
<p><strong>Sergio Zilli</strong> (Università di Trieste, Cun)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F6.sergio%2520zilli.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><strong>Paolo Rossi</strong> (Università di Pisa, Cun)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F7.paolo%2520rossi.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><strong>Giuseppe Petralia</strong> (Direttore del Dipartimento di Storia di Pisa)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F8.giuseppe%2520petralia.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><strong>Stefano Petrungaro</strong> (Redazione di &#8220;900&#8243;)</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F900%2F9.stefano%2520petrungaro.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
<p><a href="http://900tempopresente.it/2010/01/31/per-una-cultura-della-valutazione-i-primi-materiali/" target="_blank"> TORNA AL DOSSIER SULLA VALUTAZIONE </a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/324/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=324&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;audio della presentazione del numero 1/09 alla Fondazione Basso</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 11:14:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Audio e video]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 maggio 2009 a Roma, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso, è stato presentato il primo numero della nuova serie di «900», Imperi coloniali. Italia, Germania e la costruzione del &#8220;mondo coloniale&#8221;, a cura di Vito Gironda, Michele Nani e Stefano Petrungaro. Ascolta l&#8217;estratto audio<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=268&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 maggio 2009 a Roma, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso, è stato presentato il primo numero della nuova serie di «900», <em>Imperi coloniali. Italia, Germania e la costruzione del &#8220;mondo coloniale&#8221;</em>, a cura di Vito Gironda, Michele Nani e Stefano Petrungaro.</p>
<p>Ascolta l&#8217;estratto audio</p>
<span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0x0000ff&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0xff0000&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fdl.dropbox.com%2Fu%2F2746460%2F05_18_Novecento.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /><param name='wmode' value='opaque' /></object></p></span>
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		<title>Presentazione alla Camera dei Deputati, Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[2 dicembre 2009 ore 16.30 Palazzo Marini &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Sala Colonne Via Poli 19 La rivista “900. Per una storia del tempo presente” in collaborazione con Fondazione Lelio Basso -Sezione internazionale presentano il volume monografico La guerra giusta. Concetti e forme storiche di legittimazione dei conflitti Discutono Salvatore Senese Magistrato. Presidente del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=249&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><strong>2 dicembre 2009 ore 16.30<br />
</strong></p>
<p><strong>Palazzo Marini &#8211; Camera dei Deputati</strong><strong> &#8211; Sala Colonne </strong></p>
<p><strong>Via Poli 19</strong></p>
<p><strong><em>La rivista “900. Per una storia del tempo presente” </em></strong></p>
<p>in collaborazione con<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Fondazione Lelio Basso -Sezione internazionale</em></strong></p>
<p>presentano il volume monografico</p>
<p><strong><em>La guerra giusta. Concetti e forme storiche di legittimazione dei conflitti</em></strong></p>
<p><strong><em>Discutono</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Salvatore Senese </strong></p>
<p>Magistrato. Presidente del Tribunale Permanente dei Popoli</p>
<p><strong>Michele Battini </strong></p>
<p>Docente di storia contemporanea &#8211; Università di Pisa</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cesare Pinelli</strong></p>
<p>Docente di istituzioni di diritto pubblico- Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Modera</em></strong></p>
<p><strong>Luca Baldissara </strong></p>
<p>Docente di storia contemporanea &#8211; Università di Pisa, direttore della rivista</p>
<p><a href="http://900ns.files.wordpress.com/2009/12/roma.pdf">Scarica il volantino in pdf</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=249&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione al Centro Amilcar Cabral di Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[30 novembre 2009, ore 17, 30 Sala Conferenze del Quartiere Santo Stefano, Bologna Uoldelul Chelati Dirar (Università di Macerata) Karin Pallaver (Università di Bologna) Michele Nani (curatore del numero) Marica Tolomelli (Università di Bologna) discutono il numero 1/09 di «900. Per una storia del tempo presente» Imperi coloniali. Italia, Germania e la costruzione del &#8220;mondo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=245&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>30 novembre 2009, ore 17, 30</strong></p>
<p><strong>Sala Conferenze del Quartiere Santo Stefano, Bologna<br />
</strong></p>
<p>Uoldelul Chelati Dirar (Università di Macerata)</p>
<p>Karin Pallaver (Università di Bologna)</p>
<p>Michele Nani (curatore del numero)</p>
<p>Marica Tolomelli (Università di Bologna)</p>
<p>discutono il numero 1/09 di «900. Per una storia del tempo presente»</p>
<p><em>Imperi coloniali. Italia, Germania e la costruzione del &#8220;mondo coloniale&#8221;</em></p>
<p><a href="http://900ns.files.wordpress.com/2009/12/imperi-coloniali1.pdf">Scarica il volantino in pdf</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/900ns.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/900ns.wordpress.com/245/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=245&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Immagini della storia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 00:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=217&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Archivi &amp; Biblioteche</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 00:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>900ns</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivi e biblioteche]]></category>

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		<description><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=215&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=900tempopresente.it&amp;blog=10158953&amp;post=215&amp;subd=900ns&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Usi/abusi pubblici della storia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 00:38:41 +0000</pubDate>
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